Via nazionale 27- 88020 jacurso- cz




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I CONSIGLI DELL’ESPERTO

FAI CHECK UP ALLA TUA ATTIVITA’

Ogni impresa, anche la più piccola ha successo quanto tutte le sue parti sono in equilibrio. Come capirlo? Primo passo: analizza a tavolino, in modo quasi spietato, il tuo lavoro. Obiettivo: scoprire gli errori. Per trovare le soluzioni.

Guadagnare di più, lavorare di meno, tagliare i costi di gestione, acquisire nuovi clienti, incrementare le vendite. sogni di un futuro imprenditoriale migliore? No. Obiettivi concreti di chiunque diriga un’impresa. Ma non è facile avere la lucidità per comprendere perché gli affari non vanno come si vorrebbe, quali sono gli errori che si commettono, che cosa impedisce al nostro business di andare meglio. In assenza di un metodo o di retail motivazioni al cambiamento, la tentazione è attribuire la colpa a cause indipendenti dalle proprie capacità. Si pensa così alò protrarsi della crisi dovuta all’euro, al calo dei consumi, alla concorrenza dei paesi emergenti, alle difficoltà che caratterizzano il settore in cui si opera. In realtà, ogni imprenditore indipendentemente dalla situazione congiunturale può migliorare la propria condizione. È quello di trasformarsi in una sorta di dottor Business e analizzare a tavolino, cioè con la massima obiettività, la propria attività. Individuati gli errori, occorre prendere in considerazione le soluzioni per trovare rimedio. Va in questa direzione la predisposizione di un vero e proprio paino di sviluppo aziendale che prevede precisi obiettivi e tempi di realizzazione.

Come si conquista un cliente soddisfatto.

Perché i clienti siano soddisfatti si deve verificare il maggior numero possibile di queste condizioni. La qualità delle materie prime utilizzate o della merce da rivendere o dei servizi erogati deve essere adeguata al prezzo di vendita. È opportuno chiederlo direttamente ai clienti. A seconda dell’attività svolta, può essere il caso di limitarsi a fare una chiacchierata con loro oppure di somministrare un apposito questionario da far compilare con cura. Ridurre prodotti e servizi. L’ampiezza e la profondità della gamma dei servizi prodotti da offrire non è sempre un vantaggio. Per chi propone servizi, c’è la difficoltà di comunicare adeguatamente quali sono e come vengono erogati, pena una grande confusione e la perdita di competitività rispetto a proposte più chiare da parte dei concorrenti. La vetrina. Non sempre allestimento delle vetrine ed esposizione degli articoli all’interno di un punto vendita sono ottimali e invitano i clienti all’acquisto. Spesso non basta far vedere ciò che si vende. Ma occorre anche saperlo valorizzare con suggestioni, immagini e atmosfere da creare ad hoc, in funzione dell’articolo che si vende.

Come ti amministro l’impresa

Anche la più piccola attività è un’impresa e, come tal, va gestita. Un buon imprenditore quindi, non dovrebbe mai trascurare i seguenti aspetti. Redigere il piano degli investimenti dell’attività. Anche ad attività avviata, è utile per non lasciare nulla al caso ed evitare così spiacevoli imprevisti. Occorre quantificare, dopo avere raccolto le necessarie informazioni, la durata dell’ammortamento delle attrezzature, degli arredi e delle opere di ristrutturazione, in modo da poter accantonare il denaro necessario per rinnovarli quando se ne presenterà la necessità. Predisporre annualmente il conto economico e quello di fine esercizio della propria attività. È utile per avere sempre il polso della situazione, per comprendere come stanno andando gli affari ( e agire, se è il caso, per pori rimedio), per esercitare un attento controllo sui costi e per gestire in maniera oculata l’attività, evitando gli sprechi ed eventuali ammanchi finanziari che si possono presentare nell’arco dell’anno. Un budget per la promozione. La maggior parte dei piccoli imprenditori, a torto, ritiene che la promozione debba essere effettuata soltanto quando gli affari vanno male. In realtà a questo punto può essere troppo tardi. Controllare i prezzi. Il prezzo dei propri prodotti non deve essere calcolato soltanto in funzione del ricarico da operare sui costi di produzione e in base ai prezzi operati dai concorrenti. Dovrebbe tenere conto anche della localizzazione dell’attività, della stagionalità o di eventuali promozioni. A inizio anno bisognerebbe pianificare le vendite anche in base a particolari iniziative promozionali che si intende intraprendere. Agire con fantasia. Lasciare sempre spazio alla propria creatività per diversificare l’offerta. Un imprenditore non dovrebbe mai smettere di imparare e di innovare la propria offerta. Dialogare con il proprio commercialista. Delegare la contabilità al proprio consulente non è mai una mossa adeguata. È sempre bene dialogare con lui: non tanto per controllare la qualità del suo lavoro,, quanto per sapere comunque un maggior controllo della propria situazione contabile e amministrativa. Mantenersi aggiornati. Conoscere l’offerta della concorrenza, frequentare corsi di materie tecniche e gestionali, leggere libri e riviste di settore, visitare i saloni e le fiere specializzate, partecipare a convegni e iniziative che sviluppano argomenti relativi al proprio business sono parte integrante del mestiere di imprenditore.

Prendi l’uomo giusto ( e ricompensalo)

I piccoli imprenditori quando devono assumere il personale anche soltanto per una stagione, lo scelgono in base a criteri non sempre ottimali come, per esempio, la semplice segnalazione di amici e conoscenti. Considerato che chi sta a contatto con i clienti determina in larga misura il successo dell’attività, è consigliabile investire il proprio tempo ed eventuali risorse economiche nella selezione del personale. Come? Rivolgendosi agli esperti o mettendosi, dopo aver pubblicato inserzioni sui quotidiani locali e consultano i Centri per l’impiego per la preselezione, nella condizione di scegliere quali sono veramente i candidati più idonei. Una volta scelto l’uomo giusto, è importante motivarlo. Riconoscere ai propri collaboratori incentivi e premio di produzione rende di più che essere temuti.


L’IDEA DI IMPRESA

PIANTALA!

Non basta il pollice verde. Per aprire un vivaio bisogna sapersi occupare di coltivazione, acquisiti e vendite. Il consiglio? Partire in piccolo e puntare su piante in vaso e arbusti da esterno. Funziona così.

Le aziende florovivaiste sono una nuova opportunità: aumentano il consumo di piante e fiori, e i guadagni per chi intraprende, a patto di dar prova di grande professionalità e trovare i giusti canali di vendita. Tre sono i settori del florovivaismo: fiori recisi, piante da appartamento, alberi e piante da esterno. Che cosa conviene produrre? Il comparto che tira di più sono le piante in vaso e gli arbusti. I consumi di fiori recisi spesso si limitano a ricorrenze e cerimonie. Poi, in questo caso, la concorrenza è agguerrita soprattutto dall’Olanda ( primo produttore al mondo), veloce nelle consegne e ultracompetitivi sui costi di trasporto. I vivaisti che fanno fiori tendono all’iperspecializzazione, producendo magari solo rose, lilium, orchidee. A Torino c’è un vivaio dove germinano solo talee, foglie, semi di piante esotiche di tutto il mondo. Ma puntare sulla nicchia espone il business più a rischio di altri. Va meglio con le piante da interno. Il fattore regalo è ancora preponderante nell’acquisto, ma l’abitudine di mettere in casa una kenzia o un vaso di anthurium si sta lentamente diffondendo anche nelle aziende e negli uffici. Da segnalare le buone performance delle piante officinali e aromatiche in vaso ( timo, lavanda, rosmarino), usate in cucina e come ornamento nei giardini e le piante grasse. Tuttavia le migliori opportunità di business sembrano arrivare dalla coltivazione delle grandi piante e dalle piante da esterno ( camelie, azalee, rododendri). Chi vive fuori città ama avere un bel giardino, così come sono sempre più numerose le amministrazioni locali che scelgono di riqualificare gli spazi pubblici con fioriere,m piante ornamentali, parchi. In questo favorevole scenario, è primo protagonista il Sud. È recente infatti il proliferare di vivai d’eccellenza per la produzione di palmeti, agrumi, olivi e piante da frutto. Le migliori potenzialità di mercato si trovano nelle coltivazioni più contenute che, oltre a minori investimenti, hanno il vantaggio che si tratta solo con i grossisti e i mercati locali e si può vendere anche al pubblico. I vivai di medio grande dimensione e quelli iperspecializzati sul fiore, invece, si trovano a vendere sui mercati all’ingrosso nazionali e internazionali e sono soggetti a una concorrenza che cresce di giorno in giorno. Per limitare il rischio di invenduto, l’ideale è produrre su commessa per conto di grandi aziende della zona o accordarsi per il conferimento dell’intera produzione a consorzi e cooperative che si incaricano della commercializzazione ( laddove esistono). L’alternativa è proporre un’ampia gamma di prodotti e fare in modo che arrivino direttamente al cliente finale, visto che i ricarichi sono oltre il doppio delle vendite all’ingrosso. Non a caso sempre più vivai hanno aperto il proprio garden center. Per ampliare l’offerta anche fuori stagione, oltre alla produzione propri, commercializzano fiori e piante di vivai, altrui, anche esteri, dopo averli fatte crescere un po’ in azienda per farli diventare come produzioni proprie. Per guadagnare maggiormente, inoltre, molti garden vendono candele, vasellame, prodotti per gli animali, aromaterapia. Tante aziende vivaistiche offrono anche servizi di giardinaggio, realizzazione di balconi e terrazze, progettazione di aree verdi. Così si tiene stretta la clientela e si ha un buon reddito con tariffe orarie che partono dai 25 euro fino ai 50-60 di consulenze e progettazioni. Per produrre piante in vaso, quando l’attività non è un semplice hobby, ci vogliono almeno cinquemila metri di terreno, non esposto al vento né troppo soleggiato. Le piante da appartamento invece hanno bisogno di essere coltivate al coperto, in serre di vetr4o o sotto tunnel in polietilene ( minimo 1000 metri quadri). Per condurre uomini vivaio, ci vogliono almeno due persone. Ovvio, che la presenza del garden center richiede più personale per l’orario da negozio, domenica compresa. Dare indicazioni precise sugli investimenti iniziali, le spese e i possibili ricavi di un’azienda florovivaistica non è semplice. Variano infatti in base alla superficie coltivata, al tipo di coltivazione e al luogo. Per l’acquisto di una serra, necessaria per chi produce piante grasse, orchidee, garofani, le cifre salgono notevolmente. Anche 150-200 mila euro in più, perché oltre alla copertura ci vogliono i bancali, impianto di irrigazione a pioggia e di riscaldamento ad aria soprattutto al centro nord. Il costo del terreno? Varia da zona a zona. A Milano, per esempio, per l’acquisto la media è tra gli 8 e i 20 ero al mq, mentre al sud si parla di 3-4 euro al mq. Decisamente più economico l’affitto: intorno ai20- 25 euro/1.000 mq. Tirando le somme, quanto guadagna un vivaista? Complessivamente, su una produzione lorda vendibile di 100 mila euro, il reddito netto si aggira sui 30-35 mila, anche grazie alla tassazione agevolata come per tutti i coltivatori diretti. Dei 65-70 mila euro di spese, se ne possono prevedere all’incirca 50 mila di costi fissi ( personale, utenze, affitto, spese generali, tasse, ammortamento), mentre 15-20 mila vanno messi in conto per comperare piantine, bulbi, terriccio, vasi, concimi. In tutti i casi, il costo che incide maggiormente sui costi di produzione, persino per il 50-60% è il personale. Per questo, l’ideale è una conduzione a livello familiare.

Diamo i numeri

I consumi

2456 milioni di euro, la spese per fiori e piante ( 2004)

30euro, la spesa procapite per fiori recisi ( 2005)

12,50 uro, la spesa procapite per piante ( 2005)

Il settore

31.353 le aziende florovivaiste ( 2003)

36.214 ettari, la superficie coltivata ( 2003)

112.280 gli addetti ( Censimento agricoltura, 2000)

La formazione

Florovivaisti non ci si improvvisa. Anche chi non ha il diploma o una laurea in agraria può sviluppare la professionalità richiesta grazie ai numerosi corsi organizzati dalle scuole specializzate come la Fondazione Minoprio in provincia di Como tel. 031/900224 www.fondazioneminoprio.it o la Scuola Agraria del Parco di Monza tel. 039/ 2302979 www.monzaflora.it. Anche le associazioni di categoria ( Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione Italiana agricoltori) organizzano corsi sulla progettazione o manutenzione del verde, gestione aziendale e marketing di un’azienda florovivaistica. www.fodosocialeeuropeo.it

La burocrazia

L’avvio dell’attività è soggetto ad autorizzazione del Servizio agricoltura della provincia ( Legge 987/31). Per vendere al consumatore finale fuori provincia bisogna richiedere al servizio Fitosanitario della Regione l’iscrizione al registro ufficiale del produttori( RUP). Dal 2002, inoltre, per tante specie ornamentali e fruttifere è d’obbligo il rilascio del Passaporto delle Piante che etichetta la partita e il produttore ( Disposizione 757/CE). Norme particolari da verificare a livello locale, sono in vigore per gli impianti di riscaldamento ( autorizzazioni e collaudo cisterne e caldaie), l’utilizzo dei prodotti fitosanitari ( patetino e norme di conservazione) e per la sicurezza sul lavoro, mentre la costruzione di un’eventuale serra necessita di concessione edilizia comunale.

I finanziamenti

Il vivaismo beneficia degli aiuti all’agricoltura che arrivano in prevalenza da fondi UE e con leggi specifiche emanate dalle Regioni, che danno contributi a fondo perduto o finanziamenti a tasso agevolato sugli investimenti. Per informazioni, ci si può rivolgere agli uffici regionali o alle sedi delle associazioni di categoria ( Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori).

L’associazione

Assoofloro Lombardia, associazione Florovivaisti della Lombardia Milano tel. 02/5829871 www.florovivaisti.milanio.it info@florovivaisti.milano.it

Il centro di ricerca

Ce. Spe. Vi centro sperimentale del vivaismo Centro servizi per aziende vivaistiche di piante ornamentali da esterno, Pistoia – tel. 0573/ 570063, www.cespevi.it info@cespevi.it

Da leggere

Ho deciso di avviare un’azienda di florovivaismo, di Paolo Zacchera, 8,00 euro anche in libreria. 2006 Edizioni Ace International.- Calco ( LC) tel. 039/ 9910719 info@flortecnica.it

Lineaverde ( mensile) Tecniche di coltivazione architettura del paesaggio, gestione aziendale, notizie su avvenimenti e fiere del settore florovivaistico Epe Edizioni- via Spezia, 33- 20142 Milano, tel. 02/ 89501830 www.linea-verde.net info@linea-verde.net


Jacurso 31 marzo 2007


Il responsabile

Antonio Ciliberto
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